NOTA DEL 31 LUGLIO 2019

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NOTA DEL 31 LUGLIO 2019

 

In merito ai molti interventi critici, di vario tipo e durezza, ospitati dagli organi di stampa Umbri negli ultimi giorni, relativi ai forti disagi creati ai passeggeri da problemi occorsi su due voli operati da Ryanair su Londra e Malta dall'aeroporto San Francesco di Perugia, la Sase (società di gestione dello scalo Umbro), come accaduto in altre occasioni, torna a ricordare di non avere la benché minima responsabilità su nessuno dei fatti in questione non esercitando alcun ruolo, né operativo né decisionale, al di fuori della fornitura dei necessari servizi aeroportuali e della veicolazione delle informazioni fornite ufficialmente dalle compagnie aeree. Come accade in tutti gli aeroporti del mondo la "gestione" degli scali non risponde in nessun modo dei problemi vissuti o causati dai vettori aerei, a meno che siano legati a propri disservizi a terra di natura tecnica od organizzativa, circostanze queste ultime che fortunatamente non si verificano a San Francesco d’Assisi da lunghissimo tempo. Accostare un aeroporto al ritardo di un volo, ad un volo dirottato su altro scalo o all'impossibilità di riprogrammare un volo cancellato da parte di una compagnia aerea significa confondere i precisi compiti, ben regolamentati da normative nazionali ed internazionali, dei due soggetti interessati.
L’Aeroporto di Perugia opera nel pieno rispetto dei regolamenti e degli standard di sicurezza e qualità, nell’ambito del rispetto della trasparenza e delle informazioni che vengono rilasciate dalle compagnie aeree.Per meglio inquadrare la situazione si potrebbe affermare che mai sarebbe immaginabile imputare ad aeroporti di altre regioni, che si chiamino Fiumicino, Linate o Bologna, voli annullati o mancati rimborsi delle compagnie low cost e non. In Umbria invece è invalsa questa curiosa abitudine, una sorta di "tiro al bersaglio" verso un piccolo aeroporto che al contrario andrebbe solo dotato di nuove risorse, utili a propiziare nuovi voli, come accade nel resto d'Italia. Può servire a capire meglio le complesse dinamiche e strategie aeroportuali ricordare come piccoli scali, vicini ad aeroporti importanti e con un traffico passeggeri di circa la metà di quello del "San Francesco", godano di risorse triple di quelle Umbre per incentivare la presenza di compagnie aeree affidabili. Facile dedurre che se le forze del territorio potessero permetterselo, nuove risorse impiegate in voli per altre destinazioni servirebbero fortemente all'intera economia regionale. Quindi sorprende che persino politici e rappresentanti di istituzioni, enti ed associazioni varie continuino a criticare aspramente l'operato di un aeroporto apprezzato invece fuori dai confini regionali per la qualità dei suoi servizi, per la sua funzionalità ed efficienza, per l'estetica ed il decoro e soprattutto per il suo bilancio in ordine.
Tutto ciò in un panorama difficilissimo che vede in Italia molti piccoli aeroporti con pesanti passivi ripianati dalle casse pubbliche, ed alcuni addirittura a rischio fallimento, mentre in Europa il 71% degli scali dichiara bilanci in perdita. Consapevoli che comunque ogni tipo di critica, anche quella eccessiva se non fuori luogo, possa servire a riflettere, crescere e migliorare, i responsabili della Sase continueranno ad accettarla e tenerla nella giusta considerazione.

 

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